Stefano Bertani Personal Casa Blog

DVR si, DVR no per il COVID-19. E' sempre questione di interessi?_

In queste ultime settimane mi sono trovato a studiare, per motivi professionali, decine di norme e dispositivi emanati per contrastare l’epidemia da Covid-19 e, parlando di Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), mi sono scontrato con l’ennesima questione lasciata alla “libera interpretazione”.

Per uscire dal guado mi sono armato di sana pazienza e ho approfondito le norme cercando quelle risposte che non trovavo. Infatti la questione era dibattuta tra due diverse fazioni, una favorevole ad un aggiornamento obbligatorio del DVR e una orientata verso una semplice "integrazione” delle nuove indicazioni previste dalle varie autorità.

Purtroppo quando le regole non sono chiare, i pareri sono spesso condizionati da fattori che esulano dalla tematica specifica: nel caso del Covid-19 le posizioni sono principalmente riconducibili ai costi di adeguamento dimenticando che si sta parlando dell’effettiva necessità di un intervento finalizzato alla tutela dei lavoratori. Se poi sia giusto o meno chiedere (o pagare) compensi aggiuntivi per quest’attività “formale” che formale poi non è, se ne può parlare.

Si trovano pareri che spingono per un adeguamento a titolo oneroso a tutti i costi, ed altri che lo ritengono superfluo per evitare ulteriori adempimenti "formali": questi sono due estremi che ritengo miopi.

La partita a mio avviso si gioca invece nello stabilire se un operatore è effettivamente sottoposto ad un rischio più elevato durante lo svolgimento del proprio lavoro rispetto a quello “generico” dalla popolazione normale che magari, durante un’epidemia, ha l’obbligo di distanziamento o di rimanere addirittura chiusa in casa. 

Considerando come precauzioni minime da adottare quelle emanate dalle autorità in materia, ritengo che una valutazione dei rischi sia un passaggio obbligato oltre che doveroso. Anche se non in presenza di un aumento evidente del rischio per il lavoratore, è necessario formalizzare le procedure adottate in modo da dimostrare l’attenzione prestata nell’affrontare il problema. Che non vuol dire per forza aggiornare il DVR.

Rimane invece chiaro l’obbligo di procedere con un aggiornamento formale del Documento di valutazione dei rischi nel caso di un aumento oggettivo del rischio al quale viene sottoposto il lavoratore rispetto alla popolazione “comune”. Questo permette di formalizzare se, quando e come aumentare il livello di protezione durante l’attività lavorativa. I DPCM non lo prevedono nel dettaglio.

Per avere un quadro completo su questo argomento, vi aspetto sul mio nuovo portale "Ufficiomarketing.it".

Pubblicato in prima revisione il 09-05-2020
Tutti i diritti sono riservati.