Essere "leader" o un semplice "esecutore"

Qualche giorno fa un amico dirigente d'azienda mi ha posto questa interessante domanda: “Stefano, secondo te quale caratteristica deve avere un dirigente o un manager per essere considerato un leader?”

Inizialmente ho approcciato questa domanda con il tipico spirito del “preparato” consulente d'impresa, convenendo che un leader è colui che riesce a coinvolgere positivamente il proprio team per raggiungere gli obiettivi assegnati. Ma poi una lampadina si è accesa: tenendo conto che un manager ha sempre una sua autonomia decisionale, ci siamo dimenticati del “come” quel manager raggiungerà i suoi obiettivi.

In effetti per raggiungere un risultato possiamo adottare diverse strategie e metodologie e un percorso è pertanto fatto di “scelte”.

Diventare “manager” basta poco, una semplice nomina. Ad un manager (o dirigente, politico, non cambia) è richiesto di prendere decisioni e quindi un bravo manager è colui che - analizzando propedeuticamente dati ed informazioni e in mancanza le ricerca - fa le sue scelte con autonomia professionale. 

Ed è qui che forse troviamo la risposta: un dirigente o un manager può essere considerato un leader quando queste scelte le prende senza condizionamenti. Un leader opera sempre cercando di arrivare al risultato pianificando azioni sulla base della propria visione, preparazione e competenza. Con convinzione ed empatia coinvolge la propria squadra nel raggiungere gli obiettivi che diventano comuni. E' causa dei risultati e risponde delle sue scelte.

La riprova? Altri manager, spinti emotivamente dalla necessità di piacere a tutti i costi, si ritrovano ad assecondare pareri e pressioni che arrivano da destra e manca. Si finisce cosi a non agire più sulla base delle proprie convinzioni e si perde il controllo: in quel momento il “capo” perde anche il suo ruolo, declassato a semplice "esecutore". 

Un manager esecutore non potrà mai essere un leader.

Tabellina riassuntiva:

Leader: se vince è merito suo e della sua squadra, se perde è demerito suo, rafforzandosi comunque per aver accresciuto le proprie esperienze.

Esecutore: se vince è merito degli altri, se perde è colpa sua, rammaricandosi qualunque sia stato alla fine il risultato. 

Pubblicato in prima revisione il 24-10-2020
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